RedBull World Series 2015: Cartagena – è sempre tempo di Hunt!

foto di Dean Trelm

foto di Dean Trelm

Le Red Bull Cliff Diving World Series cominciano così come erano finite lo scorso anno, con Gary Hunt davanti a tutti. Nella prima due-giorni di gare a Cartagena (Colombia), l’assenza del ceco Navratil – per lui un infortunio alla spalla che lo ha tenuto a riposo a scopo precauzionale – ha portato a una piccola modifica del regolamento: l’esecutore del miglior tuffo dei preliminari (coefficiente massimo 3.6), infatti, anziché affrontare il “peggiore” nello spareggio per la finale, avrebbe infatti passato il turno per direttissima.

Inutile dire che un simile vantaggio ha scatenato i partecipanti a dare il meglio, ed è stato David Colturi, con il suo triplo e mezzo da 106.40 punti, ad assicurarsi il primo degli otto posti in finale. Gli altri dodici si sono sfidati in un testa a testa su due tuffi, in ordine inverso di classifica (il secondo contro il tredicesimo, il terzo contro il dodicesimo, e così via) per stabilire altri sei finalisti: infine, avrebbe passato il turno anche il “lucky loser”, ovvero il perdente con il maggior punteggio totale tra le sei sfide.

1. David Colturi (USA) – 106.40
2. Gary Hunt (UK) – 102.60
3. Artem Silchenko (RUS) – 102.60
4. Jonathan Paredes (MEX) – 102.60
5. Miguel Celis (COL) – 96.90
6. Orlando Duque (COL) – 95.00
7. Andy Jones (USA) – 95.00
8. Blake Aldridge (UK) – 91.20
9. Christian Arayon (COL) – 89.30
10. Sergio Guzman (MEX) – 89.30
11. Jorge Ferzuli (MEX) – 79.80
12. Steven LoBue (USA) – 76.00
13. Jucelino Junior (nella foto, D. Treml) (BRA) – 62.70

Le sfide nella seconda e terza serie di tuffi hanno visto almeno un paio di sorprese, con le wild card locali che in più di un caso hanno messo in difficoltà, o addirittura sconfitto, i campioni “stabili” del circuito: sono così passati in finale Gary Hunt (contro Jucelino Junior), Artem Silchenko (contro Steven LoBue), Jorge Ferzuli (contro Jonathan Paredes), Miguel Celis (contro Sergio Guzman), Orlando Duque (contro Christian Arayon) e Andy Jones (contro Blake Aldridge, ripescato come Lucky Loser). Anche Colturi si è tuffato “da solo”, per accumulare il punteggio utile per i tuffi della finale.

1. Gary Hunt (UK) – 378.30
2. Orlando Duque (COL) – 348.80
3. David Colturi (USA) – 335.70
4. Andy Jones (USA) – 322.60
5. Blake Aldridge (UK) – 318.70
6. Artem Silchenko (RUS) – 316.10
7. Miguel Celis (COL) – 312.20
8. Jorge Ferzuli (MEX) – 244.60

Con gli ultimi due tuffi gli otto finalisti si sono giocati la vittoria: il vantaggio di Gary Hunt, già importante dopo i primi tre tuffi, si è ulteriormente ampliato, finendo per staccare David Colturi (ottimo secondo sull’idolo di casa Duque) di oltre cinquanta punti. Ottima figura anche per i tuffatori “ospiti” Miguel Celis e Sergio Guzman – col primo che ha mancato la possibilità di sgambettare un altro “titolare” come Silchenko per meno di tre punti – mentre il grande deluso è il pubblico locale, che ha tifato a lungo e calorosamente per Orlando Duque che ha poi vinto il bronzo.

POS NAME NAT SCORE
1. Gary Hunt GB 546.40
2. David Colturi US 493.80
3. Orlando Duque CO 477.60
4. Blake Aldridge GB 467.40
5. Andy Jones US 453.10
6. Artem Silchenko RU 378.10
7. Miguel Celis (Wildcard) CO 375.45
8. Sergio Guzman (Wildcard) MX 307.90
9. Jorge Ferzuli (Wildcard) MX 296.70
10. Christian Arayon (Wildcard) CO 292.20
11. Steven LoBue US 242.30
12. Jucelino Junior BR 211.10
13. Jonathan Paredes MX 203.30

Essendo la prima tappa delle World Series, la classifica a punti rispecchia il risultato di Cartagena.

1. Gary Hunt GB 200
2. David Colturi US 160
3. Orlando Duque CO 130
4. Blake Aldridge GB 110
5. Andy Jones US 90
6. Artem Silchenko RU 70
7. Miguel Celis (Wildcard) CO 60
8. Sergio Guzman (Wildcard) MX 50
9. Jorge Ferzuli (Wildcard) MX 40
10. Christian Arayon (Wildcard) CO 30
11. Steven LoBue US 20
12. Jucelino Junior BR 10
13. Jonathan Paredes MX 9

Il circuito va subito in pausa: dall’8 al 10 maggio si disputerà a Cozumel (Messico) la Coppa del Mondo FINA dalle grandi altezze (ne abbiamo parlato qui!).

foto di Dean Trelm

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