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Coppa del Mondo: Tokyo – niente semifinali per gli azzurri, ma le speranze olimpiche ci sono ancora.

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Dopo le lunghissime eliminatorie della terza giornata della Coppa del Mondo di tuffi a Tokyo, purtroppo la squadra azzurra si è ritrovata senza atleti qualificati per le semifinali.

Niente passaggio di turno per Elena Bertocchi e Chiara Pellacani nella gara dal trampolino 3 metri, né per Andreas Sargent Larsen e Maicol Verzotto in quella dalla piattaforma. Per eventuali pass olimpici bisognerà aspettare ancora un mese, quando i comitati olimpici selezioneranno le squadre e la FINA comunicherà i ripescaggi.

Come dicevamo in apertura le gare sono state estenuanti sua per il numero di partecipanti, ben diverso da quello delle prove sincronizzate, sia per le condizioni di allenamento che, dovendosi giustamente svolgere nel pieno rispetto delle norme anti-COVID, non hanno permesso la giusta preparazione. Condizioni che valgono per tutti e i risultati ne sono la prova: solo in pochi sono riusciti a mantenere alto il livello prestazionale, e non a caso sono stati quelli più esperti.

Con 48 tuffatrici per il trampolino da 3 metri, entrambe le azzurre hanno commesso un errore importante in un tuffo – il doppio e mezzo rovesciato per Bertocchi, il doppio e mezzo avanti con avvitamento per Pellacani – e uno meno incisivo, ma fatale per le speranze di rimonta, in un altro (doppio e mezzo indietro per l’una, doppio e mezzo rovesciato per l’altra). Con una gara molto combattuta, e con diverse altre eliminazioni eccellenti, anche solo un errore le avrebbe portate al di fuori delle prime diciotto: per Elena è arrivato così un ventottesimo posto con 246.00 punti, seguita subito da Chiara ventinovesima con 244.70 punti. La soglia di qualificazione è stata fissata dalla sudcoreana Kim a 272.10.

A guidare la classifica provvisoria – neanche a dirlo – le cinesi Chang Yani e Chen Yiwen, seguite dall’ottima americana Sarah Bacon che ha tenuto il loro passo, e anzi è rimasta in testa, per quattro quinti di gara, fino all’errore sul doppio e mezzo avanti con avvitamento. Quarta la “solita” Jennifer Abel, ben sopra la quota dei 310 punti.

Le speranze di avere le azzurre ai Giochi Olimpici anche in individuale sono però tutt’altro che remote: le qualificate dopo questa eliminatoria sono appena undici (due pass per Stati Uniti, uno ciascuno per Messico, Giappone, Ucraina, Svezia, Svizzera, Gran Bretagna, Brasile, Sudafrica e Corea del Sud), lasciando con ogni probabilità spazio per dei ripescaggi per arrivare al totale di 68 atlete (tra tutte le discipline femminili). Essendoci solo cinque atlete ancora papabili per i ripescaggi davanti alle nostre tuffatrici (Bielorussia, Russia, Colombia, Svezia e Venezuela, con un pass a testa) qualificare entrambe le azzurre non sarebbe impossibile: l’ufficialità ci sarà all’inizio di giugno, quando i comitati olimpici selezioneranno le atlete sincro e individuali ufficialmente partecipanti e individueranno quindi il totale di atlete ancora qualificabili.

 

L’eliminatoria maschile dalla piattaforma è stata ancora più lunga e faticosa, anch’essa con ben 45 tuffatori ma con un tuffo in più per atleta. Purtroppo sia Maicol Verzotto che Andreas Larsen non sono riusciti ad emergere, commettendo errori e imprecisioni che sono costati loro il passaggio in semifinale.

Andreas Larsen grazie ad un buon quadruplo e mezzo avanti era quasi riuscito a riacchiappare la 18ª posizione, che però è sfumata per 12 punti. Per lui è stata fatale la prima metà di gara: il triplo e mezzo ritornato (52 punti), il triplo e mezzo rovesciato (59) ed il triplo e mezzo indietro (59) non sono stati abbastanza puliti nell’esecuzione e non gli hanno fruttato quei 5-10 punti in più a tuffo che avrebbero fatto la differenza. Larsen ha concluso al ventiduesimo posto con 378,95 punti.

Maicol Verzotto è invece incappato in un errore al suo terzo tuffo, il triplo e mezzo indietro (41 punti) che lo ha fatto retrocedere fino al quarantreesimo posto. Un ulteriore sbaglio nel doppio e mezzo rovesciato ha tolto ogni speranza per il capitano che ha chiuso l’eliminatoria in trentunesima posizione con 347.35 punti.

Ottima prestazione per il britannico Tom Daley che senza i tuffatori cinesi sta dettando legge; per lui 508,30 punti. Bene anche il messicano Randal Willars Valdez, secondo con 483,65 punti, che si era già messo in mostra nella finale dei Giochi di Rio 2016 e che in questi cinque anni è tecnicamente cresciuto ancora.

Per quanto riguarda i pass olimpici, rischia di crearsi una situazione molto complessa: questa eliminatoria potrebbe qualificare fino a tredici tuffatori (due pass per Brasile, Germania, Canada e Giappone, uno ciascuno per Portorico, Corea del Sud, Francia, Colombia e Venezuela), con 17 pass (tra Mondiali e continentali) già assegnati. Il rischio è che si arrivi alla quota massima di atleti ancor prima di esaurire i posti disponibili per i tuffatori maschi, o che si proceda a nessuno o a pochissimi ripescaggi. Le possibilità per Verzotto sono pochissime, mentre per Larsen dovremo aspettare ancora una volta un mese.

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