NewSplash: la FINA istituisce una task force e considera se stoppare i Test Event Olimpici.

Secondo il sito web statunitense Swimming World, sito di informazione sugli sport acquatici collegato alla Swimming Hall of Fame, pare che in questi giorni i vertici della FINA stiano discutendo una proposta per imporre una moratoria di tre mesi su tutti i principali eventi sotto la sua giurisdizione, inclusi tutti i test olimpici per il nuoto in acque libere, il nuoto sincronizzato, i tuffi (la Coppa del Mondo da disputarsi a Tokyo a partire dal 21 aprile) e la pallanuoto, sia maschile che femminile, nonché la maggior parte delle World Series di tuffi, sincronizzato e pallanuoto. Decisione molto simile a quella presa dalla Federazione Italiana Nuoto nei giorni passati, il tutto ovviamente a causa della sempre maggiore diffusione del Coronavirus (covid-19).

La proposta di “chiusura” , sempre secondo Swimming World, pare sia stata fatta dal vicepresidente della FINA Hussain Al-Musallam.

È probabile che qualsiasi decisione che verrà presa includa il parere degli organizzatori dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020, in un momento in cui il Giappone sta adottando misure rigorose per contenere la diffusione del virus. Ieri, un gruppo di esperti del governo giapponese sulle malattie trasmissibili ha avvertito che la battaglia per contenere il nuovo coronavirus potrebbe richiedere mesi o addirittura durare oltre la fine dell’anno, sollevando dubbi sul fatto che i Giochi Olimpici possano andare avanti come previsto o disputati affatto.

Se lo stop a tutti i test event olimpici è per ora solo un’ipotesi è invece ufficiale il fatto che proprio ieri la FINA ha costituito una “task-force” “al fine di proteggere al meglio la salute e il benessere dei partecipanti alle competizioni acquatiche internazionali“, queste le esatte parole riportate dal sito.

Il comunicato prosegue così:

La task-force prenderà in considerazione e valuterà la diffusione del COVID-19. Considererà le conseguenze di tale diffusione per gli eventi FINA e gli sforzi per salvaguardare i partecipanti sia in termini di misure pratiche che di comunicazioni“.

Il presidente della FINA Julio Maglione si è così espresso: “Dall’inizio dell’epidemia COVID-19, la FINA ha lavorato duramente per assicurarsi che i nostri atleti, funzionari e tifosi siano protetti il più possibile”. “Tutti coloro che amano gli sport acquatici non vedono l’ora di partecipare o assistere alle competizioni delle Olimpiadi di Tokyo 2020. FINA si sta dimostrando proattiva per garantire il sistema di qualificazione olimpica per le nostre discipline e per garantire ai nostri atleti sia benefici sportivi che la protezione della salute. L’attenzione di lunga data della FINA verso la salute significa che possiamo fare appello a molti esperti ampiamente riconosciuti nel campo medico. Siamo molto grati per il loro tempo e le loro idee.”

La task force FINA sarà responsabile di:

– Analizzare la diffusione del virus.
– Fare una previsione del suo impatto sugli eventi FINA.
– Raccomandare misure di protezione.
– Informare le Federazioni Membre della FINA sulle strategie comuni di salute pubblica che minimizzeranno il rischio di infezione individuale.
– Coordinamento con la Commissione medica del CIO.

La task-force FINA è composta dai seguenti membri:

– Dott. Margo Mountjoy, membro dell’Ufficio di presidenza della FINA e collegamento con il comitato di medicina dello sport.
– Dr. Mohamed Diop, Membro dell’Ufficio di presidenza della FINA.
– Dr. Mario Fernandes, Membro dell’Ufficio di presidenza della FINA.
– Prof. Cees-Rein Van Den Hoogenband, presidente del comitato di medicina dello sport.
– Prof. David Gerrard, Vicepresidente del Comitato di medicina dello sport.

 

Fonti articolo: Swimming WorldFINA

 

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