Campionati Mondiali Militari: Wuhan – Wang spaziale, buon settimo posto per Rinaldi, nono Cristofori

È iniziata a Wuhan la prima sessione di finali per i Campionati Mondiali Militari, in una cornice delle grandi occasioni: i tuffi sono uno sport molto amato in Cina e fa davvero piacere vedere un folto pubblico assistere alle gare! Il pomeriggio (le 9.30 in Italia) è iniziato con la finale maschile dal trampolino 1 metro, in cui partecipavano i due azzurri qualificatisi questa mattina, Tommaso RinaldiAdriano Ruslan Cristofori; obiettivo per entrambi migliorare il più possibile il piazzamento dell’eliminatoria, che li ha visti rispettivamente all’undicesimo e dodicesimo posto (nono e decimo dopo gli scorrimenti), ed è stato centrato.

Buona gara in particolare quella di Rinaldi, che nonostante un errore sul doppio e mezzo rovesciato, finito piuttosto abbondante, ha eseguito una serie gara di buon livello, con voti tra il 7 e il 7.5 in tutti gli altri tuffi: per lui il settimo posto con 332.05 punti, un piazzamento molto buono visto il parterre di alto livello, per cui è stato frenato più da una serie gara meno difficile rispetto agli avversari.

Un po’ più indietro Cristofori, autore di una serie meno precisa, in particolare sul triplo e mezzo avanti, e in generale nella seconda parte di gara in cui è risultato un po’ calante; in ogni caso anche lui riesce a migliorarsi rispetto al mattino, sia per posizione in classifica, sia per punteggio – si piazza infatti al nono posto con 312.90 punti.

Scontata la doppietta cinese per le medaglie: la corsa all’oro è stata vinta dal campione mondiale in carica, Wang Zongyuan, che proprio oggi compie diciotto anni e che ha mostrato ancora una volta la sua difficilissima serie di tuffi, con ben quattro carpiati (doppi e mezzo ritornato e rovesciato, triplo e mezzo avanti e doppio e mezzo avanti con avvitamento) più il doppio avvitamento e mezzo rovesciato! Per lui 468.15 punti, contro i 452.35 di Ma Depeng, anche lui in possesso di tuffi molto difficili. Anche il bronzo non è mai stato in discussione ed è andato all’atleta più titolato del gruppo, l’ucraino Oleg Kolodiy, che ha mancato di pochissimo quota 400.