Rip-It: Come funzionano i tuffi dalle grandi altezze?

Guida aggiornata al 2018 con il nuovo regolamento!

In attesa del prossimo, ormai imminente, appuntamento delle Redbull Cliff Diving World Series, TuffiBlog ha deciso di dedicare un post per spiegare al meglio tutto ciò che c’è da sapere su questa adrenalinica disciplina!

(Questo post è aggiornato regolarmente per raccogliere i cambiamenti introdotti nel regolamento. Ultimo aggiornamento: marzo 2019.)

  • Chi può partecipare alle World Series di tuffi dalle grandi altezze?

Per ciascuna tappa delle RedBull World Series partecipano 24 tuffatori, 14 nel circuito maschile e 10 nel circuito femminile.

Di questi, dieci uomini e sei donne sono permanent diver, ovvero atleti che potranno prendere parte a tutte le tappe sulla base dei risultati ottenuti nel 2018. Per alcuni posti (cinque maschili e quattro femminili) si tiene conto esclusivamente dei risultati nel circuito RedBull, per gli altri si valutano anche i risultati ottenuti nelle altre gare stagionali: Coppa del Mondo FINA, Marmeeting di Furore (solo uomini) e Campionati Mondiali.

Ecco come sono stati selezionati i dieci permanent diver per il 2019:

  • I primi cinque classificati delle RedBull World Series 2018: Gary Hunt (Gran Bretagna), Steve LoBue (USA), Jonathan Paredes (Messico), Michal Navratil (Repubblica Ceca) e Andy Jones (USA).
  • David Colturi (USA), per la clausola assicurativa che permette a un infortunato grave di mantenere per un anno il proprio posto tra i permanent diver.
  • I due medagliati alla Coppa del Mondo: Constantin Popovici (Romania) e Oleksiy Prygorov (Ucraina), entrambi all’esordio sia nello sport che tra il “cast fisso” RedBull.
  • I due migliori in classifica generale sommando tutte le competizioni: Kris Kolanus (Polonia), sesto alle World Series e quinto in Coppa del Mondo, e Blake Aldridge (Gran Bretagna), settimo alle World Series e ottavo in Coppa del Mondo.

Rispetto allo scorso anno escono dai permanent diver l’azzurro Alessandro De Rose, ottavo alle World Series 2018, settimo al Marmeeting di Furore e nono in Coppa del Mondo, e la leggenda colombiana Orlando Duque, che aveva comunque deciso di disputare la sua ultima stagione di competizioni nel 2019.

De Rose potrà comunque prendere parte a buona parte delle gare di World Series (oltre che prepararsi per difendere il bronzo di Budapest, vista la qualificazione ottenuta alla scorsa Coppa del Mondo): per ogni tappa vengono selezionati fino a quattro tuffatori wildcard, che possono partecipare e raccogliere punti per il ranking RedBull pur non essendo qualificati. A ogni tappa maschile partecipano dunque quattordici tuffatori (dieci permanent e quattro wildcard).

Wildcard 2019

Matthias Appenzeller (Svizzera), Alessandro De Rose (Italia), Orlando Duque (Colombia), Nikita Fedotov (Russia), Miguel Garcia (Colombia), Carlos Gimeno (Spagna), Sergio Guzman (Messico), Aidan Heslop (Gran Bretagna), Nathan Jimerson (Stati Uniti), Jucelino Junior (Brasile), Alain Kohl (Lussemburgo), Viktar Maslouski (Bielorussia), Kyle Mitrione (Stati Uniti), Catalin Preda (Romania), Artem Silchenko (Russia), Owen Weymouth (Gran Bretagna).

 

Ecco come sono state selezionate invece le sei permanent diver del circuito femminile:

  • Le prime quattro classificate delle World Series 2019: Rhiannan Iffland (Australia), Adriana Jimenez (Messico), Lysanne Richard (Canada) e Jessica Macaulay (Gran Bretagna), quest’ultima al suo esordio tra le “big”.
  • La medaglia di bronzo alla Coppa del Mondo Eleanor Smart (Stati Uniti), anche lei all’esordio nel “cast fisso” RedBull.
  • La migliore in classifica tra quelle ancora non qualificate: Yana Nestsiarava (Bielorussia).

Torna tra le wildcard dopo un anno la tedesca Anna Bader, mentre è per la prima volta fuori dalle migliori al mondo la veteranissima americana Ginger Huber.

Wildcard 2019

Anna Bader (Germania), Katy Etterman (Stati Uniti), Celia Fernandez (Spagna), Ginger Huber (Stati Uniti), Xantheia Pennisi (Australia), Iris Schmidbauer (Germania), Maria Paula Quintero Torres (Colombia), Irlanda Valdez (Messico), Jaki Valente (Brasile), Antonina Vyshyvanova.

 

  • Da che piattaforma si eseguono i tuffi?

Per le gare maschili l’altezza prevista è di 27 metri (minimo 26 metri, massimo 28 metri), mentre è di 20 metri per quelle femminili (minimo 18 metri, massimo 21 metri). La lunghezza minima è 1 metro e mezzo, la larghezza 0,75 metri e la struttura dovrà sporgere almeno due metri.

 

  • Come si svolge una gara di cliff diving maschile?

Le gare maschili prevedono un massimo di 14 tuffatori partecipanti. Prima dell’inizio delle gare un sorteggio determinerà l’ordine di salto dei tuffatori per il primo round; sono previsti due giorni di gare, solitamente il venerdì e il sabato o il sabato e la domenica.

La prima giornata di gare prevede due round di tuffi. Nel primo round tutti i cliff diver dovranno eseguire un “tuffo obbligatorio”, ovvero un tuffo dal coefficiente di difficoltà (DD) di massimo 2.8. Durante il secondo round verrà eseguito un secondo “obbligatorio” (DD massimo 3.6).

Anche la seconda giornata di gare prevede due round di tuffi. Al terzo round, nella seconda giornata di gare, entreranno in gioco i tuffi liberi; i cliff divers gareggeranno in ordine inverso rispetto al risultato complessivo dei primi due round. Nel quarto ed ultimo round i tuffatori gareggeranno in ordine inverso rispetto al risultato complessivo dei primi tre round, ed eseguiranno un altro tuffo libero. Sono state rimosse le eliminazioni durante la gara, quindi tutti e 14 i tuffatori parteciperanno con tutti e quattro i tuffi.

Il vincitore di una singola tappa del tour è l’atleta che avrà totalizzato il punteggio più alto per quella tappa. In base all’ordine di classifica di tappa, vengono assegnati punti per la classifica generale (da un massimo di 200 per il vincitore ai 6 del 14° posto); sono anche assegnati i premi in denaro per ciascuna tappa.

 

  • Come si svolge una gara di cliff diving femminile?

Le gare femminili prevedono un massimo di 10 tuffatrici partecipanti. Prima dell’inizio delle gare un sorteggio determinerà l’ordine di salto delle tuffatrici per il primo round; sono previsti due giorni di gare, solitamente il venerdì e il sabato o il sabato e la domenica.

La prima giornata di gare prevede due round di tuffi. Nel primo round tutte le cliff diver dovranno eseguire un “tuffo obbligatorio”, ovvero un tuffo dal coefficiente di difficoltà (DD) di massimo 2.6. Durante il secondo round verrà eseguito un tuffo libero, senza DD massimo.

Anche la seconda giornata di gare prevede due round di tuffi. Nel terzo round le tuffatrici dovranno eseguire il secondo “obbligatorio”, con DD massimo 2.6; le cliff divers gareggeranno in ordine inverso rispetto al risultato complessivo dei primi due round. Nel quarto ed ultimo round le tuffatrici gareggeranno in ordine inverso rispetto al risultato complessivo dei primi tre round, ed eseguiranno un tuffo libero.

La vincitrice di una singola tappa del tour è l’atleta che avrà totalizzato il punteggio più alto per quella tappa. In base all’ordine di classifica di tappa, vengono assegnati punti per la classifica generale (da un massimo di 200 per la vincitrice ai 50 dell’8° posto); sono anche assegnati i premi in denaro per ciascuna tappa.

 

  • I tuffi dei cliff diver

A differenza dei tuffi tradizionali, nel cliff diving è severamente vietato tuffarsi “head first”, di testa: questo per ragioni di sicurezza. Questa, oltre all’altezza, è la grande differenza che intercorre tra le due discipline!

Nei tuffi dalle grandi altezze ci sono gli stessi gruppi dei tuffi tradizionali: avanti, indietro, rovesciato, ritornato e verticale, più tutti gli avvitamenti. Anche le posizioni sono le stesse: teso, carpiato e raggruppato, ma c’è un gesto tecnico che è esclusivo dei tuffi dalle grandi altezze: il “barani”.

Il “barani” è quel movimento che viene eseguito poco prima di entrare in acqua, per entrare di piedi. Dopo l’esecuzione di tutte le evoluzioni aeree il tuffatore, testa rivolta in giù e piedi verso il cielo, guardando l’acqua per prendere la mira eseguirà un mezzo avvitamento simile ad una rondata, portando contemporaneamente le gambe in direzione dell’acqua. A questo punto, dopo essersi allineati i tuffatori concluderanno il tuffo con un’entrata “cieca” ovvero senza guardare l’acqua.

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