RedBull World Series 2015: Azzorre – Hunt cinque su cinque, Carlton vince la gara femminile

Jonathan Paredes, Gary Hunt, Andy Jones - Winning

Cambiano gli spettacolari scenari naturali, non i risultati – almeno in campo maschile: a São Miguel, Azzorre, Gary Hunt si è aggiudicato la quinta tappa su cinque del circuito delle RedBull Cliff Diving World Series, e con più di quattrocento punti di vantaggio sui diretti inseguitori (l’equivalente di due tappe) potrebbe conquistare la corona di questa edizione già nella prossima tappa di Mostar (Bosnia).

Con quattordici atleti al via, il primo tuffo è servito come al solito a stabilire l’ordine degli scontri diretti: a sorpresa sono andati in difficoltà tutti i favoriti, con Blake Aldridge (regolarmente al via nonostante l’infortunio), Orlando Duque e Gary Hunt che hanno occupato le posizioni dalla decima alla dodicesima, ritrovandosi così in svantaggio contro Colturi, Jones e Paredes rispettivamente.

DOPO IL ROUND 1
1. Artem Silchenko (RUS) – 100.70
2. Miguel Garcia (COL) – 95.00
3. Jonathan Paredes (MEX) – 83.60
4. Andy Jones (USA) – 83.60
5. David Colturi (USA) – 81.70
6. Michal Navratil (CZE) – 81.70
7. Jucelino Junior (BRA) – 81.70
8. Kyle Mitrione (USA) – 81.70
9. Anatoliy Shabotenko (UKR) – 79.80
10. Blake Aldridge (UK) – 77.90
11. Orlando Duque (COL) – 76.00
12. Gary Hunt (UK) – 74.10
13. Sergio Guzman (MEX) – 74.10
14. Steven LoBue (USA) – 60.80

I testa a testa sono stati quindi ancora più intensi che in altre occasioni, e si sono conclusi con la pesantissima eliminazione di Duque per mano di Andy Jones, in questo evento particolarmente in forma; non meno sofferta l’uscita di Steven LoBue, decisamente in giornata no, mentre Aldridge e Hunt hanno sovvertito l’andamento dello scontro diretto.

DOPO IL ROUND 3
1. Gary Hunt – 338.40 (batte Jonathan Paredes, 313.70)
2. Artem Silchenko – 321.50 (batte Steven LoBue, 134.80)
3. Jonathan Paredes – 313.70 (lucky loser)
4. Andy Jones – 301.60 (batte Orlando Duque, 287.70)
5. Anatoliy Shabotenko – 291.10 (batte Michal Navratil, 275.05)
6. Blake Aldridge – 287.00 (batte David Colturi, 279.90)
7. Kyle Mitrione – 281.40 (batte Jucelino Junior, 271.60)
8. Sergio Guzman – 281.10 (batte Miguel Garcia, 265.40)

Il round finale, a coefficiente libero, si profilava come uno scontro a due tra Silchenko e Hunt; ancora una volta è stato il britannico a prevalere, sebbene con una superiorità meno schiacciante rispetto ad altre uscite, ma il russo non ha brillato con il proprio tuffo finale e si è ritrovato addirittura fuori dal podio, sopravanzato da Jonathan Paredes, avversario dello scontro diretto più spettacolare nel round precedente, e da Andy Jones, al suo primo podio in World Series.

1. Gary Hunt GB 471.80
2. Jonathan Paredes MX 450.90
3. Andy Jones US 412.90
4. Artem Silchenko RU 402.10
5. Kyle Mitrione (Wildcard) US 401.80
6. Blake Aldridge GB 400.90
7. Anatoliy Shabotenko (Wildcard) UA 381.10
8. Sergio Guzman (Wildcard) MX 360.85
9. Orlando Duque CO 287.70
10. David Colturi US 279.00
11. Michal Navratil CZ 275.00
12. Jucelino Junior BR 271.60
13. Miguel Garcia (Wildcard) CO 263.40
14. Steven LoBue US 134.80

 

Female divers - Lifetstyle

Più sorprese ed equilibrio nella gara femminile: dopo i primi due round la favorita sembrava la messicana Jimenez, protagonista nella tappa texana fino al ritiro per infortunio, tallonata dalla tedesca Bader. Invece a mettere la freccia con il tuffo a coefficiente libero sono state le americane Cesilie Carlton e Ginger Huber, che hanno vinto rispettivamente l’oro e il bronzo, mentre la Jimenez si è dovuta “accontentare” di un argento un po’ amaro, visto che la medaglia più ambita le è sfuggita per un solo punto e mezzo. Anche la Bader si è rammaricata, essendo uscita dalle medaglie più o meno con lo stesso distacco.

DOPO IL ROUND 2
1. Adriana Jimenez (MEX) – 156.50
2. Anna Bader (GER) – 141.50
3. Cesilie Carlton (USA) – 137.60
4. Rachelle Simpson (USA) – 135.20
5. Ginger Huber (USA) – 124.00
6. Tara Hyer Tira (USA) – 122.50
7. Yana Nestsiarava (BLR) – 121.80
8. Lysanne Richard (CAN) – 121.50

1. Cesilie Carlton (Wildcard) US 224.30
2. Adriana Jimenez MX 222.80
3. Ginger Huber US 207.25
4. Anna Bader DE 205.50
5. Rachelle Simpson US 201.20
6. Yana Nestsiarava (Wildcard) BY 193.20
7. Lysanne Richard (Wildcard) CA 188.70
8. Tara Hyer Tira (Wildcard) US 182.95

 

Adriana Jimenez, Cesilie Carlton, Ginger Huber - Winning

La classifica maschile vede Hunt a una sola vittoria dal trionfo in World Series: Aldridge è ora secondo a pari punti con Duque, ma devono rimontare oltre 400 punti con sole tre gare a disposizione; per Paredes e Colturi c’è solo la matematica come conforto. Per il circuito maschile l’appuntamento è a Ferragosto a Mostar, in Bosnia.

1. Gary Hunt GB 1000
2. Blake Aldridge GB 590
3. Orlando Duque CO 590
4. Jonathan Paredes MX 449
5. David Colturi US 430
6. Andy Jones US 370
7. Artem Silchenko RU 330
8. Michal Navratil CZ 180
9. Steven LoBue US 177
10. Anatoliy Shabotenko (Wildcard) UA 160
11. Sergio Guzman (Wildcard) MX 130
12. Kyle Mitrione (Wildcard) US 110
13. Miguel Garcia (Wildcard) CO 109
14. Kris Kolanus (Wildcard) PL 90
15. Jucelino Junior BR 48
16. Jorge Ferzuli (Wildcard) MX 40
17. Christian Arayon (Wildcard) CO 30
18. Cyrille Oumedjkane (Wildcard) FR 30
19. Todor Spasov (Wildcard) BU 20
20. Alain Kohl (Wildcard) LU 9

 

La classifica femminile, invece, è estremamente equilibrata: il terzetto delle americane Carlton (vincitrice di questo weekend), Simpson (trionfatrice nella prima tappa) e Huber (sul podio in entrambe le occasioni) è ancora insidiato da Anna Bader e Adriana Jimenez, che daranno il tutto per tutto nella finale femminile in Italia, a Polignano a Mare, il prossimo settembre.

1. Cesilie Carlton (Wildcard) US 290
2. Rachelle Simpson US 290
3. Ginger Huber US 260
4. Anna Bader DE 220
5. Lysanne Richard (Wildcard) CA 220
6. Adriana Jimenez MX 200
7. Tara Hyer Tira (Wildcard) US 110
8. Yana Nestsiarava (Wildcard) BY 70
9. Helena Merten (Wildcard) AU 70
10. Jacqueline Valente (Wildcard) BR 50
11. Sophie Brundish (Wildcard) GB 30

 

Foto: D. Treml (il podio femminile), R. Amato (tutte le altre foto)

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