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Olimpiadi Tokyo 2020 – eliminatoria piattaforma, volano i cinesi e Bondar, big in difficoltà

Pubblicato il Competitions, Diving, Gare, Olimpiadi, Results, Risultati, Road to Tokyo 2020, Tuffi

Inizia l’ultima specialità di tuffi a Tokyo 2020 per i Giochi Olimpici, la gara regina che tradizionalmente chiude il programma del nostro sport: l’eliminatoria maschile dalla piattaforma è stata però decisamente sottotono rispetto alle aspettative, con tanti errori e diversi big che hanno rischiato un’eliminazione – o vi sono incappati. A parte Yang Jian Cao Yuan, ottimi ma neppure loro esenti da imprecisioni, il solo Aleksandr Bondar ha tenuto il passo e ha superato quota 500 punti, proponendosi come primo inseguitore dei cinesi.

Nessun italiano in gara in questa eliminatoria da 29 tuffatori non brillante, in cui la tradizionale “quota 400 punti”, che in passato spesso neppure bastavano per la qualificazione, quest’oggi avrebbe garantito addirittura il dodicesimo posto. Tanti gli errori importanti, dall’inizio “diesel” di Tom Daley (meno di 190 punti con i primi tre tuffi), soltanto quarto dietro ai cinesi e al già citato Bondar, al brutto triplo e mezzo rovesciato dell’ucraino Oleksii Sereda (comunque ottimo sesto), sopravanzato dall’ottima prova dell’esordiente canadese Nathan Zsombor-Murray, quinto e seriamente candidato almeno alla qualificazione in finale.

Hanno ben impressionato invece il coreano Woo Haram, arrivato a Tokyo in ottima forma nonostante sia per lui la sua quinta gara (la finale sincro e i tre turni dal trampolino), l’australiano Cassiel Rousseau, il messicano Andres Villareal e il colombiano Sebastian Villa, che occupano le posizioni dalla settima alla decima, mentre gli americani Brandon LoschiavoJordan Windle sono apparsi sottotono rispettivamente sulle rotazioni indietro e su quelle davanti: per loro arriva la qualificazione ma con piazzamenti di rincalzo, rispettivamente undicesimo e quindicesimo, e senza un cambio di passo difficilmente li rivedremo in finale.

Qualificazione centrata anche per il portoricano Rafael Quintero, male sulle rotazioni indietro ma ottimo sul quadruplo e mezzo avanti e sul triplo e mezzo rovesciato, che agguanta la dodicesima piazza davanti al tedesco Timo Barthel e a un altro atleta oggi deludente, il russo Viktor Minibaev, con cinque tuffi su sei sotto quota 70 punti e soltanto quattordicesimo. Si salvano per il rotto della cuffia l’idolo di casa il quattordicenne Tamai Rikuto, con ben tre errori e praticamente fuori prima dell’ultimo tuffo, quando però ha sfoderato un eccellente doppio e mezzo indietro con due avvitamenti da 91 punti che gli ha permesso di rimontare e passare col sedicesimo posto, mentre i tanti errori altrui concedono la qualificazione anche al brasiliano Kawan Pereira e, per soli 10 centesimi sul 19° posto, all’altro sudcoreano Kim Yeong-taek.

La quota qualificazione è poco sotto i 367 punti, la più bassa da 25 anni, quando la piattaforma maschile era molto più elitaria e i tuffi ad alto coefficiente di difficoltà una rarità, e speriamo che questo effetto non si propaghi anche in semifinale (alle 3 di questa notte) e in finale (alle 8 di domani mattina), sarebbe davvero un peccato visti i tanti atleti di alto livello!

Deludente la prova del messicano Ivan Garcia, che chiude male la sua ultima Olimpiade, così come quella del britannico Noah Williams, arrivato con ben altre aspettative ma soltanto ventisettesimo poco sopra i 300 punti, e quella del francese Matthieu Rosset, decisamente ultimo, che ha riconfigurato nell’ultimo anno la sua preparazione dalle grandi altezze alla piattaforma ma con scarsi risultati.

 

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