NewSplash: rinviata a giugno la FINA Diving World Cup, il COVID-19 ferma lo sport

È notizia di oggi il rinvio della FINA Diving World Cup, l’ultima gara di qualificazione olimpica, che si sarebbe dovuta tenere a Tokyo come test event dal 21 al 26 aprile e che sarà posticipata almeno fino a giugno, con date e luoghi da destinarsi. L’inaugurazione del Tokyo Aquatics Center, prevista per lunedì, è stata rinviata a data da destinarsi e sarà in ogni caso chiusa al pubblico.

L’emergenza epidemiologica del COVID-19 (“coronavirus”) è ormai stata classificata come pandemia, ed è probabile che le misure per arginare la malattia non siano state sempre puntuali e corrette, sia per quanto riguarda i comportamenti in società sia per quanto concerne il campo sportivo. Le varie nazioni, partendo dalla Cina, passando per l’Italia e a cascata fino all’intero mondo occidentale, hanno deciso di bloccare ogni possibile veicolo di contagio, come le scuole, le attività sportive e naturalmente anche le manifestazioni.

Per quanto riguarda i tuffi italiani abbiamo visto nelle scorse settimane la Federnuoto annullare prima i Campionati Italiani di Categoria, poi quelli Assoluti e in generale tutte le gare fino a quando non sarà passata la fase più acuta e pericolosa.

In questi giorni TuffiBlog ha costantemente monitorato la situazione internazionale, sia delle squadre nazionali che dei principali eventi sportivi, come le FINA Diving World Series, i FINA Diving Grand Prix e, appunto, la Coppa del Mondo. La FINA ha istituito una task-force per studiare la situazione e prendere le decisioni e le contromisure più adatte, la prima delle quali è stata quella di posticipare in rapida sequenza le prossime tappe delle World Series: la tappa di Kazan’ si disputerà tra settembre e ottobre 2020, mentre quella di Londra sarà tenuta in autunno in una data successiva. Le date precise saranno comunicate dai rispettivi comunicati organizzatori tra qualche settimana.

È invece di ieri il comunicato che annuncia che il FINA Diving Grand Prix di Singapore, previsto per il prossimo giugno, è stato definitivamente cancellato e non sarà rimpiazzato o spostato. A forte rischio anche quello di Windsor (Canada), a maggio, con la federazione canadese che annuncia probabili “variazioni” al formato della gara, mentre quello di Kuala Lumpur (Malaysia) è stato posticipato, con riserva, a novembre, successivamente a quello australiano.

Per quanto riguarda le squadre nazionali, tutte bene o male si stanno adeguando alla decisione presa dalla FIN: sospendere le manifestazioni sportive, lasciando ai team la decisione di continuare o no con gli allenamenti. Stati Uniti, Canada, Germania, Francia, Inghilterra, Malesia e Cina, hanno tutte preso la medesima decisione di chiusura e così i vari club e centri federali, mentre Australia e Nuova Zelanda operano un blocco pressoché totale dei voli in entrata e in uscita.

Restano nel limbo i Giochi Olimpici: le federazioni sportive (tra cui la FINA) continuano a consultarsi con il comitato organizzatore giapponese ed il CIO, ma non è stata ancora presa una decisione ufficiale né in un senso né nell’altro.  Ormai il tempo stringe e ci sono probabilità non trascurabili che le Olimpiadi vengano posticipate, sebbene il CIO abbia tutta l’intenzione di tenerle regolarmente nonostante tutto, anche se a oggi sembra davvero molto difficile: ai Giochi mancano quattro mesi e il Comitato prende tempo nella speranza che la situazione si stabilizzi.

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