NewSplash: emergenza Covid19, le certezze sui Giochi Olimpici vacillano

L’emergenza sanitaria da Coronavirus ha portato nelle regioni del Nord Italia al rinvio o alla sospensione di numerosi eventi sportivi, come i Campionati Italiani di Categoria di tuffi di questo weekend. Non dimentichiamo tuttavia che ci sono nazioni, come quelle asiatiche, dove l’epidemia è ben più diffusa, e in particolare i dati dicono che Cina, Corea del Sud e Giappone sono le più colpite.

Per la prima volta dall’inizio della crisi, le numerose rassicurazioni che parlavano di Giochi Olimpici “blindati” e “assolutamente sicuri” hanno lasciato il passo a dichiarazioni più prudenti e preoccupanti.

Il Presidente del CONI Giovanni Malagò soltanto martedì ha ricordato che “bisogna essere ottimisti, dal mio punto di vista come membro del CIO sarei un irresponsabile se dicessi una cosa diversa: le Olimpiadi si faranno assolutamente, ogni giorno parliamo con il CIO e non c’è nessun elemento inverso».

Tuttavia un altro membro anziano del CIO, Richard “Dick” Pound – il più longevo nel comitato, dato che è in servizio da ben 42 anni, più dello stesso presidente Bach – in un’intervista ad Associated Press mercoledì ha dichiarato che “se si dimostrasse troppo pericoloso tenere i Giochi Olimpici a Tokyo quest’estate a causa dell’epidemia, è più probabile che gli organizzatori li cancellino piuttosto che pensare a un rinvio o un posticipo”. (Associated Press)

Nel mentre, il premier giapponese Shinzo Abe, molto criticato per la gestione dell’epidemia sulla nave da crociera “Diamond Princess”, ha proclamato la cancellazione di tutti gli eventi culturali e sportivi nel paese per due settimane, fino al 15 marzo, e la chiusura delle scuole nell’isola di Hokkaido (la principale) fino al 4 marzo. Il campionato nazionale di baseball (uno degli sport più popolari in Giappone) partirà a porte chiuse. La settimana scorsa è stato rinviato anche il corso di formazione per i volontari olimpici, mentre il Comitato Organizzatore ha ridotto il percorso della torcia olimpica nel mondo. (Reuters) È quindi a rischio anche la Coppa del Mondo di Tuffi, ultima gara di selezione per le Olimpiadi, che si terrà dopo appena un mese dalla fine dell’attuale blocco.

Nell’intervista ad AP, Pound dichiara esplicitamente che a oggi “per quanto ne sappiamo tutti, le Olimpiadi si terranno regolarmente”, nonché che il margine è ancora piuttosto ampio, e che ci sono ancora circa tre mesi di tempo – fino a metà/fine maggio – per prendere una decisione definitiva, che sarà presa anche tenendo in considerazione i pareri dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). “Fino a prova contraria gli atleti andranno a Tokyo, e al momento tutto porta a dire che si gareggerà, il CIO non sta spingendo verso una situazione di pandemia”.

Pound ricorda che rinviare un evento sportivo delle dimensioni delle Olimpiadi è semplicemente “impossibile”: “ci sono così tante parti coinvolte, così tante nazioni, così tanti calendari – quello sportivo, quello stagionale e quello televisivo – che non si può semplicemente deciderle di tenerle a ottobre”, specialmente visto che le emittenti televisive americane – i maggiori sponsor delle Olimpiadi – hanno un autunno già saturo di eventi sportivi, tra calcio, football, basket, baseball e hockey su ghiaccio.

Pound si dichiara anche contrario alla distribuzione di eventi olimpici in diversi posti del mondo, perché “così le Olimpiadi diventerebbero semplicemente una serie di campionati mondiali”; e “spostare un’Olimpiade altrove è difficile, perché ci sono pochi posti al mondo che possono pensare di garantire tutte le strutture necessarie in così poco tempo”. Meno impossibile il rinvio di un anno, anche se bisognerebbe comunque gestire le problematiche degli sport con eventi mondiali nel 2021 e quelle del Giappone, che avrebbe speso già un enorme budget (ufficialmente circa 12 miliardi di dollari – ma c’è chi dice almeno il doppio) e che dovrebbe “tenere la bolla economica per un altro anno”.

Il CIO può sostenere le federazioni che dipendono dalle Olimpiadi per i propri guadagni, ma i fondi sono di gran lunga inferiori (circa il 10%) e la sopravvivenza di molti sport minori sarebbe dunque a rischio. Dai soli diritti televisivi il CIO incassa oltre 5 miliardi di dollari.