GP di Bolzano: Bertocchi e Verzotto chiudono in bellezza, medaglia d’oro!


L’ultima serie di gare del Fina diving Grand Prix di Bolzano si è aperta con una piccola delusione per la squadra azzurra e i tifosi presenti: nella finale femminile da 3 metri Elena Bertocchi, che in eliminatoria e semifinale aveva sempre passato il turno con la prima posizione, in finale non è riuscita a ripetersi.

Il punto cruciale della sua gara è stato il doppio e mezzo rovesciato carpiato, il tuffo che le dà qualche difficoltà e che oggi ha compromesso la sua gara.

Buona la partenza, ma ha aperto troppo tardi ed è finita abbondante, perdendo quei preziosi 30 punti che le avrebbero fatto vincere la gara.

Vittoria andata invece all’elegante atleta giapponese Yuka Mabuchi, seguita dalla canadese Belanger e dalla brasiliana Galera; per la nostra azzurra “solo” la quarta posizione ed un po’ di rimpianto per questa occasione persa.

Purtroppo il pomeriggio non è proseguito meglio: nella finale maschile dalla piattaforma sia Vladimir Barbu che Mattia Placidi sono incappati in una o più imprecisioni.

La finale, e una medaglia, era alla loro portata ma così non è stato: Barbu dopo un errore nel triplo indietro dalla verticale ha provato a rimontare ed è arrivato ad un passo dalla medaglia di bronzo, vinta invece dal britannico Thomson.

Per Placidi la situazione è stata simile: per lui gli sbagli sono stati due, nel triplo e mezzo ritornato e nella verticale indietro con due avvitamenti.

Ha poi eseguito un ottimo triplo e mezzo indietro, ma non èbastato per fargli recuperare posizioni ed ha quindi concluso in sesta posizione, mentre la vittoria è andata al brasiliano Souza, seguito dall’altro britannico Khotari.

 

Ma la manifestazione si è conclusa in bellezza per i tuffi azzurri e a pensarci sono stati Maicol Verzotto e Elena Bertocchi, nella finale di tuffi sincronizzati misti dal trampolino.

Per la coppia neo campione d’Europa una gara eccellente che non ha lasciato spazio agli avversari: ben 47 i punti di vantaggio sui brasiliani Galera e Matos e addirittura 63 dai russi Chernykh ed Efremov.

Sicuramente di ottimo auspicio per la loro gara ai Campionati Mondiali di Budapest!