Due chiacchiere con… Brenda Spaziani!

Oggi per le interviste esclusive di TuffiBlog vi presentiamo un’atleta che quest’estate ha gareggiato a Londra, ai Giochi Olimpici, per la prima volta nella sua lunga carriera: stiamo parlando di Brenda Spaziani, specialista di tuffi dalla piattaforma.

Atleta delle Fiamme Azzurre e delcircolo Aniene,  agli Europei di Madrid 2004 ha vinto il bronzo dalla piattaforma nei tuffi sincronizzati insieme alla bolzanina Valentina Marocchi,in coppia con la quale era giunta terza anche alla European Champions Cup dell’anno precedente.

Agli Europei di Budapest 2006 si è piazzata al 4º posto nella finale del sincro dalla piattaforma, sempre in coppia con la Marocchi.

Nel 2009 agli assoluti invernali di tuffi a Trieste, Brenda ha conquistato il primo posto con il punteggio di 284.30 dalla piattaforma di 10 metri. Oltre al singolo da 10 metri la tuffatrice frusinate si è imposta anche nella piattaforma sincro da 10 metri in coppia con Valentina Marocchi.

TuffiBlog: Ci parli un pò di lei: dove e quando è nata? Come e perchè ha iniziato a praticare i tuffi?

Brenda Spaziani: Sono nata a Frosinone il 02/01/1984. Ho iniziato a praticare i tuffi in seguito ad un infortunio riportato ad un braccio che mi ha costetta a lasciare la ginnastica artistica a 15 anni; cosi grazie a mio padre,ex tuffatore, ho scelto questo sport.

TB: Lei fino a qualche hanno fa gareggiava anche in sincro con Valentina Marocchi: ha pensato di tornare a praticare ancora questa disciplina?

 B S: Dopo il ritiro dall’attività agonistica di Valentina ho scelto di provarci nell’ individuale, mi sono qualificata per molte gare internazionali, ma non nascondo di aver sentito la mancanza dei tuffi sincronizzati…

Ho provato un anno fa a fare coppia con Giorgia Barp agli Assoluti  estivi di Bergamo e non è andata male, ma lei si allena a Bolzano ed io a Trieste, così ho provato anche con Noemi Batki, visto che anche lei si allena a Trieste, ma purtroppo abbiamo tuffi molto diversi e non sono riuscita a fare il doppio e mezzo indietro con avvitamento che fa lei… cosi ho rinunciato per dedicarmi esclusivamente all individuale… in futuro chissa, ma ho una certa età ormai!!!

TB: Come mai lei non gareggia dal trampolino?

B S: Non gareggio dal trampolino semplicemente perche io odio il trampolino… Non sono portata!!

TB: Ci può parlare della sua esperienza Olimpica? E’ stato difficile qualificarsi? E com’è stato tuffarsi davanti a tutte quelle persone?

B S: Le Olimpiadi penso che siano il sogno di ogni atleta e arrivarci quando ormai non ci speravo più e dopo 10 anni di ginnastica artistica e 11 di tuffi, è stato ancora piu entusiasmante, sinceramente non pensavo di riuscire a qualificarmi e voglio ringraziare tutte quelle persone che hanno creduto in me fino alla fine…

Tuffarsi davanti a tutta quella gente non è stato per niente facile, anzi penso di aver avuto la tachicardia prima del primo tuffo.

 TB: Ci parli dell’incidente che le è accaduto a Trieste prima di partire per Londra: cosa è successo? La sua preparazione ne ha risentito? Com’è stato gareggiare dopo quel tuffo sbagliato?

B S: Purtoppo prima di partire mi sono fatta “leggermente” male durante l’ esecuzione del triplo e mezzo avanti carpiato da 10 metri… Durante la rotazione mi è scivolata una gamba e son letteralmente arrivata sull’ acqua di pancia piatta come una sottiletta!!

Ho perso la memoria per circa un’ ora, non ricordavo piu niente del tuffo e di quello che avevo fatto durante la mattinata… Per fortuna la mia amnesia si è autorisolta, ma calcolando che avrei dovuto portare il collarino per una settimana e che da lì ad una settimana avrei avuto la gara, non è stato facile far finta di non avere male e tornare il giorno dopo a tuffarsi.

In gara sono arrivata con pochi tuffi sulle spalle  e rifare il triplo e mezzo avanti è stato traumatizzante, tanto che ne ho fatto solo uno prima della gara, per fortuna che sono un tipo coraggioso, anzi in questo caso direi… MATTA TOTALMENTE!!!
 
TB: Ora è in vacanza? Ha già pensato a cosa farà il prossimo anno: nuovi tuffi, tornare a Roma, continuare l’attività…

B S: Per quanto riguarda il prossimo anno sinceramente non ne ho idea… Diciamo che vivrò alla giornata: se mi qualificherò ancora per qualche gara internazionale non rinuncerò sicuramente… Altrimenti quello che volevo fare l’ ho fatto e sono soddisfatta della mia carriera.

Di certo c’è che resterò a Trieste perche ormai convivo con il mio ragazzo e lui è triestino doc!
 
TB: C’è un atleta, maschio o femmina, che per lei è fonte di ispirazione?

B S: Non mi sono mai ispirata a nessuno e penso che un’atleta debba contare solo su se stessa e la sua unica ispirazione debba trovarla dentro di lei…
 
TB: Quando si tuffa a cosa pensa? Come si concentra? Ha paura?

B S: Lassù dalla piattaforma si è da soli ed ho imparato a combattere ogni giorno le mie paure da sola…

A volte durante un allenamento mi accorgo di non essere per niente concentrata e mi ritrovo a cantare una canzone, a pensare al mio ragazzo o alla mia famiglia che è lontana… Si pensa a qualsiasi cosa quando si salgono le scalette di una piattaforma, può capitare di fare ogni giorno le stesse mosse come pura scaramanzia.

Poi quando si sta per fare un tuffo difficile cambia tutto e cerchi di estraniarti da quello che ti circonda: non sempre ci riesco. Quando mi son fatta male ma a cosa diavolo stavo pensando?!?

Io l’ ho sempre detto che il nostro è uno sport particolare, basta una distrazione e ti ritrovi orizzontale sull ‘acqua…
 
TB: Dia un consiglio a chi vuole diventare come lei, una piattaformista di livello olimpico.

B S: Consiglio a tutti di rimanere dal trampolino di un metro!!!

Un saluto a tutti e spero di ritrovarvi sulle tribune a sostenermi e a tifare per tutti noi tuffatori!!!