Quattro Chiacchiere con… Cesare Ragni!

Cesare Ragni, al centro nella foto

Cesare Ragni, al centro nella foto

Cesare Ragni, nato a Roma  il 27/06/1964 è stato un tuffatore di buon livello, arrivando a vincere un campionato italiano dalla piattaforma dei 10 metri e nella categoria Juniores ha fatto parte della nazionale giovanile. Attualmente ricopre il ruolo di giudice di sedia e di giudice arbitro nelle manifestazioni nazionali dei tuffi italiani.

TuffiBlog: Buongiorno Cesare come sei passato dal fare l’atleta a fare il giudice?

Cesare Ragni: Potrei dire che la mia carriera di tuffatore si è fermata quando per soli 2 cm. Non sono riuscito ad entrare nel Gruppo Sportivo della Polizia – le Fiamme Oro – cosa importantissima per chi fa uno sport agonistico che non sia il calcio, la pallavolo o il basket, dovendo preoccuparsi di un futuro lavorativo. Finivo così col fare il militare nell’ Esercito Italiano aggregato alla Marina Militare creando un embrione di quel forte Gruppo Sportivo che è oggi la Marina Militare.

Finita la mia carriera sportiva sono uscito da questo settore per diversi anni ma chi nasce atleta, prima o poi, ritorna. Quando mi fu chiesto di diventare giudice di gara, cosa che ancora oggi faccio con immenso piacere, pur riscontrando astio e rivalità che secondo me non dovrebbero esistere nel mondo dello sport, accettai molto volentieri.

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TB: Oggi il movimento dei tuffi si è molto ampliato rispetto al passato: oltre al circuito agonistico si è sviluppato un movimento master molto forte. Cosa ne pensi?

CR: In questi ultimi anni è nato e cresciuto un settore a me molto caro: quello dei Master dove ancora oggi ancora si respira quel sano e goliardico agonismo; persone di una certa età che sprezzanti di paura fanno cose al limite delle loro possibilità, privi di una preparazione adeguata visti i pochi spazi lasciati a questo settore.

TB: Tu sei stato il giudice arbitro dei recenti campionati italiani invernali master: cosa hai visto, che impressione ti hanno fatto queste gare?

CR: Essendo stato il giudice arbitro negli ultimi campionati Italiani Master ho potuto constatare, appunto, la buona volontà di tutti questi grandi atleti, gente che oggi 70enne si tuffa dai 10 metri con la stessa serenità e serietà  di un ragazzo di 15 anni.

Il mio modo di rapportarmi con loro è partito dal massimo rispetto, mettendo sempre al primo posto l’atleta.a2915278633e47755507a701cf0b3f33

TB: I tuffi sono considerati purtroppo un sport minore e spesso come tale vengono trattati; ancora di più lo sono i master di questo sport che spesso si allenano in condizioni più che disagiate. Perchè?

CR: Questo sport è considerato uno sport di minore importanza forse perché chi dovrebbe delle volte dovrebbe puntare i piedi e invece per quieto vivere non lo fa.

TB: Quali sono le tue idee per sviluppare questa “parte” dello sport dei tuffi che vorrebbe crescere, ma che non ha sbocchi?

CR: Secondo me, per sviluppare il settore dei tuffi Master, si dovrebbe poter avere più possibilità di allenamento, ma credo proprio che rimarrà un’utopia visto che oggi su tutta Roma abbiamo solo due piscine per fare questo sport, ma di cui è utilizzabile solo al 30%.

Io nel mio piccolo grazie all’aiuto della società “MR fratelli Marconi” e della disponibilità del Kursaal di Ostia nel periodo estivo porto, da qualche anno, questo sport anche a Roma sud perdendo poi tutto nel periodo invernale perché le grandi distanze tra questi quartieri e il Foro Italico o l’Acqua Acetosa sono per un genitore impossibili.