GiRoma intervista Michele Benedetti.

foto di Paolo Sacchi

Ormai ci siamo. Ancora pochi giorni e la kermesse sportiva più importante in assoluto, le Olimpiadi, quest’anno in programma a Londra, aprirà le sue porte, spalancando a tanti giovani la possibilità di regalarsi un sogno, un sogno per il quale magari lavorano duramente, sudando tutti i giorni in allenamento, da una vita.

Tra questi ragazzi che si apprestano a vivere un’emozione indimenticabile, abbiamo avvicinato uno dei migliori tuffatori italiani, nato a Parma, vissuto per 5 anni negli Stati Uniti, dove ha frequentato con successo l’Arizona State University (nella foto nel giorno della sua Laurea), ma romano d’adozione: Michele Benedetti, atleta tesserato per la S.S. Lazio e per la Marina Militare.

Due volte medaglia di bronzo nella specialità SINCRO dalla PIATTAFORMA nel 2005 a Stoccolma (European Champions Cup) e nel 2006 a Budapest (Campionati Europei), ed una nel trampolino da 3 metri (Campionati Europei invernali Torino 2009), per Michele si tratta della prima esperienza olimpica:

“Si, in effetti nel periodo 2004-2008 non sono mai riuscito a qualificarmi, pur ottenendo dei buoni, anzi ottimi risultati, soffrivo troppo la tensione alla vigilia delle gare importanti e questo ha senz’altro influito sulle mie prestazioni in prossimità dei giochi olimpici. Adesso mi sento davvero bene, fisicamente e mentalmente e credo quindi di arrivare alle Olimpiadi nel mio momento migliore sotto tutti i punti di vista”.

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