Due chiacchiere con… Valentina Marocchi.

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Oggi vi presentiamo la nostra “chiacchierata” con un’ altra grande atleta che ha avuto un ruolo molto importante nei tuffi italiani degli ultimi dieci anni : Valentina Marocchi.

Valentina è nata a Bolzano il 19 Dicembre del 1983, ha vinto due medaglie ai Campionati Europei di Madrid nel 2004, entrambe di bronzo : una nel sincro da dieci metri in coppia con Brenda Spaziani e l’altra nella gara dalla piattaforma.

Ha partecipato a due Olimpiadi : Atene 2004 e Pechino 2008.

1)Ci parli brevemente di lei : quanto tempo fa ha iniziato a fare i tuffi? E perchè?

Ho iniziato a fare i tuffi per gioco, avevo si e no tre anni e con mio papà il mio gioco preferito al Lido di Bolzano era quello di farmi tenere per le braccia e farmi penzolare giù dai 5 metri, lui mi chiedeva se ero pronta e al mio “si” mi lasciava andare…mi ricordo ancora la sensazione di quando finivo sott’acqua e aspettavo che mio papà si tuffasse per venirmi a prendere, dato che io non sapevo ancora nuotare. Dal gioco presto sono passata alle prime gare giovanili, le prime nazionali ed infine sono approdata all’agonismo.

2)Qual’è stato secondo lei il momento più importante della sua carriera agonistica?

Sicuramente i miei primi campionati europei di Madrid 2004, è stato il momento che mi ha dato più fiducia e mi ha convinto a passare al professionismo.
3)E il peggiore?
Le Olimpiadi di Atene 2004, dopo un brutto infortunio alla spalla non sono riuscita ad affrontare le gare con tranquillità e sbagliare la gara più importante del quadriennio mi ha fatto soffrire moltissimo.
 
4)Se ci sono, ci potrebbe parlare delle persone più importanti per lei come atleta?
Senza dubbio la persona più influente nella mia vita da atleta è stato mio padre, col quale ho iniziato e concluso la mia carriera. Ci siamo scontrati moltissimo in questi anni, abbiamo due caratteri molto difficili, ma negli ultimi anni siamo riusciti a stabilire una bellissima intesa che ha rappresentato la mia forza durante gli ultimi anni di gare. Importante è stata anche la mia famiglia, che mi ha sostenuto e “sopportato” durante tutti questi anni e i miei amici, che sono stati un punto d’appoggio nei momenti difficili.
      
 
 
 5)Quest’anno lei ha deciso di ritirarsi dall’attività sportiva: ci può dire come mai?
 
Il mio ritiro quest’anno è stato frutto della concorrenza di molteplici fattori.
In primo luogo, purtroppo non lo si può negare, l’età ha giocato un ruolo importante nel prendere questa decisione. Il mio corpo da tempo mi stava dando dei segnali (operazione al ginocchio, terza lussazione di spalla)…
Ultimamente in gara mi trovavo a confrontarmi con ragazze di dieci anni piu giovani di me e mi rendevo conto che facevo sempre piu fatica a mantenere la forma e a recuperare dalle fatiche…
Nonostante ciò il mio desiderio più grande era quello di concludere dignitosamente la mia carriera. Sono sempre stata una persona molto orgogliosa e rigida con me stessa, non avrei mai accettato di concludere senza aver dato il massimo, quindi ho deciso che avrei voluto prendere questa importante decisione in autonomia, con la mia testa, e non attendere il momento in cui mio corpo non mi avrebbe più lasciato altra scelta. Devo dire che l’anno scorso è stato un bellissimo momento per smettere, l’ultimo ricordo che mi rimane delle mie gare è quello di un campionato italiano assoluto vinto e di due bellissime finali europee condotte con grande impegno e passione.
 
6)Ora che sono passati diversi mesi dal suo ritiro come si sente? Com’è ora la sua vita senza più i tuffi?
Il cambiamento è stato abbastanza brusco, fortunatamente ho avuto poco tempo per riflettere sui risvolti che il ritiro ha avuto sulla mia vita, dato che a nemmeno un mese dagli Europei di Budapest sono partita per una nuova avventura professionale.
 Ho drasticamente voltato pagina e dalle piscine di Bolzano sono passata alle aule della Scuola Allievi Marescialli dei Carabinieri di Velletri.
 
7)Com’è stato vedere i suoi compagni di squadra gareggiare a Torino?
E’ stato senza dubbio strano vedere i miei compagni alla tv… Nei giorni delle gare ho ricevuto moltissimi messaggi di compagni di squadra, allenatori, fisioterapisti, colleghi e amici che mi scrivevano di quanto era strano non vedermi su quella piattaforma. Nonostante tutto però ho tifato come sempre per i miei compagni e sono stata felicissima per gli ottimi risultati.
 
8)Cosa ne pensa delle vittorie di Noemi Batki? Chi crede potrebbe affiancarla come seconda piattaformista italiana? E nel sincro?
Noemi è stata brava e ha confermato il suo talento. Forse però è proprio la sua grande potenza fisica che la rende difficilmente “affiancabile” a un altra atleta per il sincro. In questo momento credo che sarebbe piu proficuo puntare su una coppia “ex novo”, perchè nel panorama tuffistico italiano non credo ci siano atlete con delle caratteristiche compatibili alle sue.
  
9)Pensa che i suoi fan la rivedranno mai in piscina, come atleta, come allenatrice o come dirigente? 
 Ho dedicato più di 20 anni della mia vita alla piscina, e sicuramente non si tratta di un’ esperienza che si può cancellare con un colpo di spugna. Mi sono presa questo momento di pausa per dedicarmi a tempo pieno alla formazione professionale e allo studio, ma non escludo che un giorno, terminato il periodo di formazione possa ritornare ai vecchi ambienti, magari in altre vesti….

10)Per finire le andrebbe di fare un saluto speciale ai lettori di TuffiBlog?

Un grandissimo saluto a tutti gli amici di Tuffiblog, è bello sapere che ci siano così tante persone che ci seguono con tanta passione! In un’Italia in cui si vive di solo calcio, gli sport minori come il nostro vivono anche grazie al vostro tifo! GRAZIE DI CUORE!!
  

1 Commento in Due chiacchiere con… Valentina Marocchi.

  1. Watcher // 20 Luglio 2011 a 21:59 //

    Bella intervista!
    Mi è sempre piaciuta moltissimo come atleta e ad ogni manifestazione l’ho sempre seguita con particolare attenzione…incarna un pò l’archetipo dell’atleta a cui madre natura non ha dato talento cristallino ma che, in un modo o nell’altro, è sempre là a giocarsela con tutti. Solida, tenace…una roccia.

    Bello sapere che si è già lanciata in una nuova sfida…anche se un pò ci speravo di rivederla in pedana.
    In bocca al lupo!

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