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dic 06 2012

Maria Marconi: sono pronta a tornare!

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Abbiamo approfittato della sua recentissima convocazione al 4 Nazioni di Torino per tornare a fare due chiacchiere con un’atleta che, purtroppo, è stata una grande assente della passata stagione.

Stiamo parlando della più piccola della famiglia Marconi: Maria, che in questa intervista esclusiva ci ha rivelato il suo nuovo modo di vivere e gareggiare!
TuffiBlog: Dopo un periodo di assenza dalle gare durato molto a lungo, ben 9 mesi, finalmente fai il tuo ritorno in nazionale. Come ti senti?

Maria Marconi: Salve a tutti…. Wowwww tornare in squadra e’ stato un parto direi.!!!:-)))… A parte gli scherzi: sto bene e sono felice che mi abbiano preso in considerazione già alla prima gara internazionale, che poi è una gara anche di un certo livello!

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TB: Come affronterai questo 4 Nazioni: con la grinta di chi vuole dimostrare quanto valga,con il timore di non essere più all’altezza o con un altro stato d’animo ancora?

M M: Ho smesso di voler dimostrare agli altri quanto valgo, io salto solo per me stessa. I tuffi mi calzano a pennello ed anche se il mio fisico ogni tanto mi lascia un pò per strada, so sempre come tornare in carreggiata. Credo che l’ infortunio sia servito a ridarmi la voglia di allenarmi e di avere ancora piacere nel tuffarmi, ero un pò satura prima di fermarmi. Adesso ho di nuovo voglia di dare il meglio di me, ed ho anche cambiato un pò la mia mentalità: dopo tutto quello che ho passato e superato non mi arrabbio più se qualcosa non viene, non mi faccio prendere dall’ ansia, ma lo prendo come un invito a migliorare ancora con serenità.

TB: Parliamo un pò del tuo infortunio: che cosa ti è successo? Ed ora è tutto a posto? Oppure ne risenti ancora? La tua preparazione ed il tuo allenamento come sono cambiati?

M M: Il mio infortunio per 9 mesi e’ stata una grande gatta da pelare per ogni tipo di medico; contorto e vago, una scocciatura per me che non riuscivo ad indirizzare le cure verso la vera causa del problema. A maggio ho trovato il Centro Atlas, chiropratici, che in un batter d’ occhio hanno capito tutto: sovraccarico della parte sinistra del mio corpo, sovraccarico al livello dello psoas per un mal funzionamento del nervo femorale sinistro malconcio dopo l’ operazione al cuore che ho subito nel 2010. Sono stata e continuo ancora ad essere preparata e curata da loro. Da luglio non mi sono mai fermata ed è anche grazie a loro che sono arrivata qui oggi. Il problema non è passato, ma viene tenuto constantemente sotto controllo per non subire ricadute!!!

TB: Pensi che il non aver partecipato a Londra 2012 ti metta ora in qualche modo in svantaggio rispetto alle tue avversarie?

M M: Io non credo esistano vantaggi e svantaggi, anche se ho letto e sentito dire che molta gente lo crede, e crede che io sia una “rosicona”. E pensare che in piscina mi dicono il contrario. Se fossi una “rosicona” tutte le volte che ho perso una gara a quella successiva mi sarei dovuta mangiare il trampolino! E’ una cosa che invece io non faccio, perche vorrei guadagnarmi la vittoria con serenità, non con l’ ansia di vincere. Comunque ho deciso, nonostante tutti i miei problemi fisici, di continuare a tuffarmi perchè non volevo uscire di scena senza salutare che mi stima come atleta, e dato che a me le cose piace farle al meglio, a farmi ricordare come una brava atleta che ce l’ ha sempre messa tutta.

Tania Cagnotto e Maria Marconi

TB: Anche quest’anno sarà un anno intenso: Campionati d’Europa e Campionati del Mondo. Come vedi la tua qualificazione per questi due asppuntamenti? Pensi di riuscire a qualificarti senza difficoltà?

M M: Sinceramente non ci penso, vivrò alla giornata, accettando quello che viene. Se mi qualificherò’ ne sarò ovviamente felice, se cio non dovesse accadere non sarà la fine del mondo.

TB: Pensiamo al presente: quali sono le tue aspettative e i tuoi obbiettivi per questo 4 nazioni?

M M: Non ho aspettative, l’ unico obbiettivo è di andare in gara tranquilla, serena e fare quello che posso fare senza esagerare, perche non porta a nulla. Spero comunque di fare una buona prova, perchè mi sono allenata bene in questo periodo. Ma è pur sempre la prima gara dell’ anno e la prima dopo un lungo periodo di assenza quindi… come va… va!

TB: Grazie mille ed in bocca al lupo per le gare.

M M: Crepi il lupo…. Ciao ciao a tutti

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nov 07 2012

Olimpia Azzurra intervista Gabriele Auber.

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Oggi il sito Olimpia Azzurra ha pubblicato l’intervista rilasciata in esclusiva per loro dal tuffatore, nazionale juniores, Gabriele Auber.

Eccone un assaggio:

“Gabriele Auber, classe 1994, è uno dei talenti più cristallini del panorama azzurro dei tuffi. Dopo anni di sofferenze in campo maschile, infatti, l’Italia può tornare a togliersi parecchie soddisfazioni specialmente dal trampolino. Il triestino, settimo agli ultimi Mondiali Juniores in Australia nel sincro con Giovanni Tocci, detiene il titolo europeo sempre in coppia con il cosentino da 3 metri e, agli Europei Giovanili di Graz di luglio, ha conquistato anche una medaglia d’argento individuale. Adesso è arrivato il momento di passare nella categoria superiore, il percorso è ovviamente complicato ma Gabriele ha tutte le qualità per brillare e riportare il Bel Paese ai vertici di questo fantastico sport.”

Per leggere il seguito tuffatevi su Olimpia Azzurra!

set 10 2012

Due chiacchiere con… Brenda Spaziani!

Oggi per le interviste esclusive di TuffiBlog vi presentiamo un’atleta che quest’estate ha gareggiato a Londra, ai Giochi Olimpici, per la prima volta nella sua lunga carriera: stiamo parlando di Brenda Spaziani, specialista di tuffi dalla piattaforma.

Atleta delle Fiamme Azzurre e delcircolo Aniene,  agli Europei di Madrid 2004 ha vinto il bronzo dalla piattaforma nei tuffi sincronizzati insieme alla bolzanina Valentina Marocchi,in coppia con la quale era giunta terza anche alla European Champions Cup dell’anno precedente.

Agli Europei di Budapest 2006 si è piazzata al 4º posto nella finale del sincro dalla piattaforma, sempre in coppia con la Marocchi.

Nel 2009 agli assoluti invernali di tuffi a Trieste, Brenda ha conquistato il primo posto con il punteggio di 284.30 dalla piattaforma di 10 metri. Oltre al singolo da 10 metri la tuffatrice frusinate si è imposta anche nella piattaforma sincro da 10 metri in coppia con Valentina Marocchi.

TuffiBlog: Ci parli un pò di lei: dove e quando è nata? Come e perchè ha iniziato a praticare i tuffi?

Brenda Spaziani: Sono nata a Frosinone il 02/01/1984. Ho iniziato a praticare i tuffi in seguito ad un infortunio riportato ad un braccio che mi ha costetta a lasciare la ginnastica artistica a 15 anni; cosi grazie a mio padre,ex tuffatore, ho scelto questo sport.

TB: Lei fino a qualche hanno fa gareggiava anche in sincro con Valentina Marocchi: ha pensato di tornare a praticare ancora questa disciplina?

 B S: Dopo il ritiro dall’attività agonistica di Valentina ho scelto di provarci nell’ individuale, mi sono qualificata per molte gare internazionali, ma non nascondo di aver sentito la mancanza dei tuffi sincronizzati…

Ho provato un anno fa a fare coppia con Giorgia Barp agli Assoluti  estivi di Bergamo e non è andata male, ma lei si allena a Bolzano ed io a Trieste, così ho provato anche con Noemi Batki, visto che anche lei si allena a Trieste, ma purtroppo abbiamo tuffi molto diversi e non sono riuscita a fare il doppio e mezzo indietro con avvitamento che fa lei… cosi ho rinunciato per dedicarmi esclusivamente all individuale… in futuro chissa, ma ho una certa età ormai!!!

TB: Come mai lei non gareggia dal trampolino?

B S: Non gareggio dal trampolino semplicemente perche io odio il trampolino… Non sono portata!!

TB: Ci può parlare della sua esperienza Olimpica? E’ stato difficile qualificarsi? E com’è stato tuffarsi davanti a tutte quelle persone?

B S: Le Olimpiadi penso che siano il sogno di ogni atleta e arrivarci quando ormai non ci speravo più e dopo 10 anni di ginnastica artistica e 11 di tuffi, è stato ancora piu entusiasmante, sinceramente non pensavo di riuscire a qualificarmi e voglio ringraziare tutte quelle persone che hanno creduto in me fino alla fine…

Tuffarsi davanti a tutta quella gente non è stato per niente facile, anzi penso di aver avuto la tachicardia prima del primo tuffo.

 TB: Ci parli dell’incidente che le è accaduto a Trieste prima di partire per Londra: cosa è successo? La sua preparazione ne ha risentito? Com’è stato gareggiare dopo quel tuffo sbagliato?

B S: Purtoppo prima di partire mi sono fatta “leggermente” male durante l’ esecuzione del triplo e mezzo avanti carpiato da 10 metri… Durante la rotazione mi è scivolata una gamba e son letteralmente arrivata sull’ acqua di pancia piatta come una sottiletta!!

Ho perso la memoria per circa un’ ora, non ricordavo piu niente del tuffo e di quello che avevo fatto durante la mattinata… Per fortuna la mia amnesia si è autorisolta, ma calcolando che avrei dovuto portare il collarino per una settimana e che da lì ad una settimana avrei avuto la gara, non è stato facile far finta di non avere male e tornare il giorno dopo a tuffarsi.

In gara sono arrivata con pochi tuffi sulle spalle  e rifare il triplo e mezzo avanti è stato traumatizzante, tanto che ne ho fatto solo uno prima della gara, per fortuna che sono un tipo coraggioso, anzi in questo caso direi… MATTA TOTALMENTE!!!
 
TB: Ora è in vacanza? Ha già pensato a cosa farà il prossimo anno: nuovi tuffi, tornare a Roma, continuare l’attività…

B S: Per quanto riguarda il prossimo anno sinceramente non ne ho idea… Diciamo che vivrò alla giornata: se mi qualificherò ancora per qualche gara internazionale non rinuncerò sicuramente… Altrimenti quello che volevo fare l’ ho fatto e sono soddisfatta della mia carriera.

Di certo c’è che resterò a Trieste perche ormai convivo con il mio ragazzo e lui è triestino doc!
 
TB: C’è un atleta, maschio o femmina, che per lei è fonte di ispirazione?

B S: Non mi sono mai ispirata a nessuno e penso che un’atleta debba contare solo su se stessa e la sua unica ispirazione debba trovarla dentro di lei…
 
TB: Quando si tuffa a cosa pensa? Come si concentra? Ha paura?

B S: Lassù dalla piattaforma si è da soli ed ho imparato a combattere ogni giorno le mie paure da sola…

A volte durante un allenamento mi accorgo di non essere per niente concentrata e mi ritrovo a cantare una canzone, a pensare al mio ragazzo o alla mia famiglia che è lontana… Si pensa a qualsiasi cosa quando si salgono le scalette di una piattaforma, può capitare di fare ogni giorno le stesse mosse come pura scaramanzia.

Poi quando si sta per fare un tuffo difficile cambia tutto e cerchi di estraniarti da quello che ti circonda: non sempre ci riesco. Quando mi son fatta male ma a cosa diavolo stavo pensando?!?

Io l’ ho sempre detto che il nostro è uno sport particolare, basta una distrazione e ti ritrovi orizzontale sull ‘acqua…
 
TB: Dia un consiglio a chi vuole diventare come lei, una piattaformista di livello olimpico.

B S: Consiglio a tutti di rimanere dal trampolino di un metro!!!

Un saluto a tutti e spero di ritrovarvi sulle tribune a sostenermi e a tifare per tutti noi tuffatori!!!

 

set 04 2012

Due chiacchiere con… Maria Marconi.

Dopo una prolungata assenza oggi torna l’appuntamento con le interviste esclusive di TuffiBlog: protagonista odierna è la più piccola della famiglia Marconi, Maria.

Atleta della S.S. Lazio e delle Fiamme Gialle, la Marconi ha vinto una medaglia di bronzo nei tuffi sincronizzati dal trampolino 3m, in coppia con Tania Cagnotto, agli Europei di Berlino 2002.

Nel 2006 ai Campionati Europei di Budapest vince un bronzo individuale dal trampolino 1 metro.

Ha partecipato alle Olimpiadi di Pechino 2008.

Il 3 aprile 2009 ai Campionati Europei di tuffi di Torino, ha vinto l’argento nella finale del trampolino da un metro dietro a Tania Cagnotto, sancendo così una storica doppietta per l’Italia.

Ora vi lasciamo alla nostra intervista!

TuffiBlog: Parlaci un pò di te: dove e quando sei nata? Come e quando hai iniziato a fare i tuffi?

Maria Marconi: Sono nata a Roma il 28 agosto del 1984. La mia passione per i tuffi e’ nata all eta di 6 anni,quando ” rosicavo” nel vedere i miei fratelli che gia praticavano questo sport, super felici, contenti e pieni di cose nuove da raccontare. A quel punto ho deciso di mollare tutti gli altri sport che praticavo( tennis, pattinaggio artistico e ginnastica) per darmi ai tuffi.

TB: Tu sei un’atleta molto forte, con diverse medaglie in campo europeo e sei andata vicino anche al podio mondiale: cosa ti manca per diventare tra le più forti al mondo?

M M: Grazie per reputarmi un atleta forte. Non credo mi manchi qualcosa, solo la convinzione di poter essere tra le prime cinque atlete al mondo, una volta scoperto quello forse affronterei le gare con un altro spirito.

TB: Quest’anno ti abbiamo vista gareggiare poco, si dice che tu sia infortunata: ci raccondi cosa è successo esattamente?

M M: Non “si dice”… Purtroppo l’infortunio e’ reale e abbastanza rognoso. Un errore durante un intervento nel 2010 ha mandato in tilt il sistema nervoso della mia parte sinistra e piano piano i muscoli hanno iniziato a infiammarsi e a cedere completamente. Nessun dottore e’ riuscito a darmi un aiuto per ben 6 mesi, ma per fortuna adesso ho trovato dei fantastici chiropratici che oltre ad avermi curato adesso stanno seguendo anche la mia preparazione fisica.

TB: Che progetti hai per il futuro? Hai iniziato già a pensare a come allenarti oppure ad una possibile nuova compagna sincro?

M M: Sto piano piano alternando palestra a fisioterapia a qualche tuffo “base”. Un’ idea per una compagna sincro ce l’ avrei, ma non ne ho fatto parola con nessuno quindi anche voi dovrete accontetarvi di sapere che ho un idea…:-)))

TB: Com’è stato non poter partecipare alle Olimpiadi di Londra? Conoscendo le tue qualità come pensi che saresti potuta arrivare? E che cosa hai fatto mentre i tuoi colleghi erano lì a gareggiare?

M M: Non poter partecipare a Londra e’ stata per me una delusione, ma ormai ho imparato a non darmi per vinta e a capire che nello sport si perde e si vince e per questo non bisogna abbattersi, ma andare avanti.

Le gare di tuffi sono un terno al lotto non puo mai dire “io sarei arrivata…”, “avrei fatto” o “avrei preso quella medaglia” o quel posto in classifica. Mi ci sarei dovuta trovate in mezzo e viverla per poter dare una risposta. Cosa facevo durante le gare? Le guardavo in televisione, e intanto facevo fisioterapia e stavo al VillabauVillage con i miei cani. Anche loro si tuffano alla perfezione.!!:-)))

TB: Che ne pensi delle mancate medaglie di Tania Cagnotto e francesca Dallapè? Sono state veramente penalizzate dalla giuria oppure le avversarie sono state più forti?

M M: Qualcosa da parte della giuria è stato sicuramente sbagliato, ci sono stati dei voti che le ragazze individualmente e in sincro non meritavano affatto. Il quarto posto non e’ mai il migliore della classifica. (però se mi dicessero che a Rio arrivero’ quarta ci metterei volentieri la firma:-))))…)

TB: Qndo ti tuffi di cosa hai più paura? E cosa ti piace di più?

M M: Ormai paura dei tuffi non ne ho piu, dopo 22 anni mi è passata. Forse come ho detto nella seconda domanda la mia paura e’ quella di perdere la convinzione che puo portare ad errori stupidi e a farti perdere le gare. Mi piace la sensazione che si prova quando il tuffo e’ venuto bene, lo stenti subito, e escicon una certa soddisfazione che rimane per tutta la gara!!!

TB: Dai un consiglio a chi volesse diventare una campionessa come te?

M M: Un consiglio?? Accettare i sacrifici che lo sport dei tuffi comporta. Per diventare forti noi abbiamo passato le nostre giornate nelle piscine, prima e dopo la scuola, rinunciando a tante cose che magari le amiche intorno avevano. Ma adesso non rimpiango niente perche so che i miei sacrifici sono stati ripagati da una mareaaaaaa di soddiafazioni.

Infine Maria conclude con un saluto per tutti i nostri lettori e per i suoi fans:
 
Ciao a tutti e grazie per essere vicino a noi, di seguirci dovunque andiamo e di tifare per noi sempre e comunque!!!!
 
ago 25 2012

Heat Magazine: intervista e foto esclusive a Tom Daley.

Il nuovo numero di Heat Magazine, in edicola questa settimana in tutto il Regno Unito, presenta una bella intervista esclusiva a Tom Daley in cui il neo medaglia di bronzo ai XXX Giochi Olimpici parla della sua fidanzata (la tuffatrice statunitense Kassidy Cook), del restare in forma e di… preservativi!!

Ad accompagnare l’intervista tantissime foto che ritraggono il campione in pose semi sexy e che metto ben in mostra il suo fisico, per la gioia di tutte le sue fans.

Ecco un estratto dell’intervista:

HM: Tom tu hai degli addominali strepitosi, cosa farai quando non li avrai più?

TD: Penso che quando smetterò con i tuffi diventerò un fitness-freak. E’ dura perchè quando sei un atleta e smetti poi tendi a prendere parecchio peso, quindi sarà importante per me continuare a lavorare…

HM: Gira voce che tu abbia paura di diventare grasso…

TD: E’ vero! Voglio restare per sempre in forma!

HM: Però all’inizio dell’ anno il tuo allenatore ti ha detto che avevi qualche chilo di troppo. Come hai reagito?

TD: Effettivamente ero un pò grasso, ma poi ho perso parecchio peso. Generalmente faccio in modo di essere snello e avere una bassa percentuale di grasso corporeo: tolgo dolci e gelati. Pesavo 75 chili, ma il giorno della gara ero a 67 chili: se peso di meno posso, in teoria, saltare più in alto!

HM: Quale sport ha le atlete più sexy?

TD: Nei tuffi siamo messi bene! Sarà perchè l’eleganza è una componente fondamentale… Ma anche il nuoto sincronizzato e la ginnastica artistica!

Il resto lo trovate su Heat Magazine e ora un pò di foto!

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