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Due chiacchiere con… Maria Marconi.

Pubblicato il Atleti, Intervista, Tuffi

Dopo una prolungata assenza oggi torna l’appuntamento con le interviste esclusive di TuffiBlog: protagonista odierna è la più piccola della famiglia Marconi, Maria.

Atleta della S.S. Lazio e delle Fiamme Gialle, la Marconi ha vinto una medaglia di bronzo nei tuffi sincronizzati dal trampolino 3m, in coppia con Tania Cagnotto, agli Europei di Berlino 2002.

Nel 2006 ai Campionati Europei di Budapest vince un bronzo individuale dal trampolino 1 metro.

Ha partecipato alle Olimpiadi di Pechino 2008.

Il 3 aprile 2009 ai Campionati Europei di tuffi di Torino, ha vinto l’argento nella finale del trampolino da un metro dietro a Tania Cagnotto, sancendo così una storica doppietta per l’Italia.

Ora vi lasciamo alla nostra intervista!

TuffiBlog: Parlaci un pò di te: dove e quando sei nata? Come e quando hai iniziato a fare i tuffi?

Maria Marconi: Sono nata a Roma il 28 agosto del 1984. La mia passione per i tuffi e’ nata all eta di 6 anni,quando ” rosicavo” nel vedere i miei fratelli che gia praticavano questo sport, super felici, contenti e pieni di cose nuove da raccontare. A quel punto ho deciso di mollare tutti gli altri sport che praticavo( tennis, pattinaggio artistico e ginnastica) per darmi ai tuffi.

TB: Tu sei un’atleta molto forte, con diverse medaglie in campo europeo e sei andata vicino anche al podio mondiale: cosa ti manca per diventare tra le più forti al mondo?

M M: Grazie per reputarmi un atleta forte. Non credo mi manchi qualcosa, solo la convinzione di poter essere tra le prime cinque atlete al mondo, una volta scoperto quello forse affronterei le gare con un altro spirito.

TB: Quest’anno ti abbiamo vista gareggiare poco, si dice che tu sia infortunata: ci raccondi cosa è successo esattamente?

M M: Non “si dice”… Purtroppo l’infortunio e’ reale e abbastanza rognoso. Un errore durante un intervento nel 2010 ha mandato in tilt il sistema nervoso della mia parte sinistra e piano piano i muscoli hanno iniziato a infiammarsi e a cedere completamente. Nessun dottore e’ riuscito a darmi un aiuto per ben 6 mesi, ma per fortuna adesso ho trovato dei fantastici chiropratici che oltre ad avermi curato adesso stanno seguendo anche la mia preparazione fisica.

TB: Che progetti hai per il futuro? Hai iniziato già a pensare a come allenarti oppure ad una possibile nuova compagna sincro?

M M: Sto piano piano alternando palestra a fisioterapia a qualche tuffo “base”. Un’ idea per una compagna sincro ce l’ avrei, ma non ne ho fatto parola con nessuno quindi anche voi dovrete accontetarvi di sapere che ho un idea…:-)))

TB: Com’è stato non poter partecipare alle Olimpiadi di Londra? Conoscendo le tue qualità come pensi che saresti potuta arrivare? E che cosa hai fatto mentre i tuoi colleghi erano lì a gareggiare?

M M: Non poter partecipare a Londra e’ stata per me una delusione, ma ormai ho imparato a non darmi per vinta e a capire che nello sport si perde e si vince e per questo non bisogna abbattersi, ma andare avanti.

Le gare di tuffi sono un terno al lotto non puo mai dire “io sarei arrivata…”, “avrei fatto” o “avrei preso quella medaglia” o quel posto in classifica. Mi ci sarei dovuta trovate in mezzo e viverla per poter dare una risposta. Cosa facevo durante le gare? Le guardavo in televisione, e intanto facevo fisioterapia e stavo al VillabauVillage con i miei cani. Anche loro si tuffano alla perfezione.!!:-)))

TB: Che ne pensi delle mancate medaglie di Tania Cagnotto e francesca Dallapè? Sono state veramente penalizzate dalla giuria oppure le avversarie sono state più forti?

M M: Qualcosa da parte della giuria è stato sicuramente sbagliato, ci sono stati dei voti che le ragazze individualmente e in sincro non meritavano affatto. Il quarto posto non e’ mai il migliore della classifica. (però se mi dicessero che a Rio arrivero’ quarta ci metterei volentieri la firma:-))))…)

TB: Qndo ti tuffi di cosa hai più paura? E cosa ti piace di più?

M M: Ormai paura dei tuffi non ne ho piu, dopo 22 anni mi è passata. Forse come ho detto nella seconda domanda la mia paura e’ quella di perdere la convinzione che puo portare ad errori stupidi e a farti perdere le gare. Mi piace la sensazione che si prova quando il tuffo e’ venuto bene, lo stenti subito, e escicon una certa soddisfazione che rimane per tutta la gara!!!

TB: Dai un consiglio a chi volesse diventare una campionessa come te?

M M: Un consiglio?? Accettare i sacrifici che lo sport dei tuffi comporta. Per diventare forti noi abbiamo passato le nostre giornate nelle piscine, prima e dopo la scuola, rinunciando a tante cose che magari le amiche intorno avevano. Ma adesso non rimpiango niente perche so che i miei sacrifici sono stati ripagati da una mareaaaaaa di soddiafazioni.

Infine Maria conclude con un saluto per tutti i nostri lettori e per i suoi fans:
 
Ciao a tutti e grazie per essere vicino a noi, di seguirci dovunque andiamo e di tifare per noi sempre e comunque!!!!
 

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